mercoledì 8 febbraio 2012

Yo Mama



In una giornata uggiosa del 1979 o 1980 sono andato a casa del mio amico Fausto, che era il mio punto di riferimento per la sua notevole collezione di squadre di Subbuteo, e per una bellissima collezione di vinili di musica americana.
Verso la fine del pomeriggio mise sul piatto un ennesimo LP che suonava "strano".
Preso dalla conversazione, non gli prestai attenzione e, essendo già venuto tardi, ci salutammo.
Quando però ero già uscito dal portone ed ero per strada, alle mie orecchie arrivò improvvisamente , attraverso due porte e un androne, questa cosa qua.




Ricordo come se fosse ieri che dovetti correre indietro facendomi aprire il portone da una signora (da quel lato la casa di Fausto non aveva né finestre né citofono), con lo stesso atteggiamento di chi arrivi a un'oasi insperata, dopo un interminabile tratto di deserto in cui si era rassegnato a morire,  e mi misi a battere sulla porta quasi come un folle, urlando: "MA COSA E' QUESTA COSA???"

Frank Zappa, da"Sheik Yerbouti" - 1979


Frank Zappa, Adrian Belew, Patrick O'Hearn, Terry Bozzio, Ed Mann, Tommy Mars, Peter Wolf.

18. Yo' Mama 12:35

Vocal sections basic track:
Hammersmith Odeon, London, UK
February 28, 1978
Guitar solo:
Hemmerleinhalle, Neunkirchen am Brand, Germany
February 25, 1978
Part of the backing track for the solo:
Hammersmith Odeon, London, UK
January 27, 1978




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sabato 28 gennaio 2012

Le Guide CAI(ne) dei Gpn: Donna, la Perla di Boscomarengo


Miracoli di Photoshop: Donna, Frazione di Boscomarengo (Al) sotto un cielo azzurro

"Non è vero che ero troppo stanco per arrivare in cima !!" E' ancora combattivo, Walter Bonazzi, il glorioso alpinista che nel 1953, insieme a Lacermelli e Compassoni, partecipò alla spedizione che aprì la via sulla parete Ovest del Dosso di Mandrogne. "Boia Faus, faceva un freddo micidiale. A un certo punto, ho guardato il mio hunza Nuto e ho detto: "Siamo finiti, dobbiamo buttare le bottiglie di dolcetto, altrimenti non possiamo andare avanti".

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venerdì 27 gennaio 2012

Le recensioni di Eugenio Sanchez Molina (II Parte)


  Eugenio Sanchez Molina all'uscita di un Matinée, (in castigliano, Diurno)


"L'unica differenza fra me e Salvador Dalì è che io non uso il profumo al cardamomo"

Eugenio Sanchez Molina, il Critico teatrale dei Giuristi per Naso, sempre alla ricerca di perle trascurate dalla critica tradizionale e asservita ai poteri forti dello spettacolo, raddoppia: dopo la recensione di Lavori in Corso,  eccolo alle prese con un altra performance alternativa (o, forse, alternativa alla performance) che, nobilitata dal suo stacco  sottilmente unico, assurgerà alla giusta gloria:  

Vendita Carne Bovina
(Fausto)
(di Markus - vignette di Principe Myskin)


In un oscuro teatrino del quartiere San Lorenzo, di dimensioni veramente ridotte, va in scena, con straordinario successo, uno dei più singolari one-man-show della stagione, “Vendita carne bovina”. Si tratta di una potente performance di un attore noto soltanto con il nome di battesimo di Fausto, che ci invita a riflettere sulla mercificazione dell'essere umano con una messinscena cruda e straordinariamente incisiva.
Memore dell'insegnamento di Otto Muehl, Fausto, separato dal pubblico da una sorta di struttura in metallo e vetro, è in piedi su un tavolato: singolare residuo di quello che nel teatro d'antan è il palcoscenico, che, in questo ambiente angusto e opprimente, assume un ruolo tutt'altro che confortante. Fausto ha numerosi coltelli, è circondato da quarti di bue, e, con gesto provocatorio, li seziona.

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